ZINGARATA N°1/2019


E’ stata davvero una Zingarata” quella che io, Fabrizio (il Presidente), Renato (l’hangaround) e la nostra amica Laura, abbiamo fatto domenica 14 aprile 2019. Il tempo non era un gran che, il meteo minacciava tuoni e fulmini: tutto lasciava pensare ad un ripensamento invece, noi quattro “giovani impavidi e risoluti” abbiamo comunque inforcato le moto e sperato nella benedizione del Padreterno. Si vede, però, che il suddetto era, in quel momento, un po’ distratto, visto che, all’altezza di Mostacciano, ci ha mandato giù tanta di quell’acqua che per asciugarci abbiamo faticato non poco.

A questo punto Voi che avreste fatto? Di sicuro sareste tornati indietro maledicendo questo e quello, noi invece abbiamo proseguito verso Pomezia per poi puntare sulla costa, in quel di Anzio, perché da quella parte il cielo sembrava meno incazzato.

E bene abbiamo fatto perché, ad Anzio, abbiamo trovato un bel sole che ci ha scaldato per bene chiappe e morale.
Prima però avevamo fatto una breve pausa a Torvaianica dove ci siamo incontrati con Roberto Tenaglia per un caffettino. Due chiacchiere, qualche battuta e via per la nostra meta.

All’arrivo come vi dicevo ci ha accolto un bel sole. Dopo un breve consulto per decidere dove fermarci, abbiamo optato per un bel tavolo all’aperto in un piccolo ristorante proprio di fronte al mare. Siamo stati davvero bene: antipasti sfiziosissimi, pasta (non ricordo come si chiamava ma era quella che si fa con solo acqua e farina) con formaggio e gamberi buona d morire, un ovale di cozze squisitissime, dolce, caffè, acqua, birra e sambuca per il presidente! 20 Euro! Un regalo. Un ringraziamento al volo e via di nuovo sulla strada.
Uno stop estemporaneo su una fratta dove, il presidente, ha svuotato il suo serbatoio naturale e quindi ripartenza e altra sosta in zona Marina di Ardea dagli amabilissimi zii di Fabrizio. Una fetta di torta, un caffè, qualche chiacchiera, qualche battuta, tante risate e poi di nuovo in moto per tornare a Roma ma, ancora una volta, il Padreterno non si è accorto di noi e ci ha scaricato una bomba d’acqua talmente consistente che ce la siamo portata fino a casa... nelle mutande!

A questo punto qualcuno potrebbe obiettare “Ma nun era meglio se ve ne stavate a casa a cazzeggia’ invece d’ annà a fa li zingari de qua e de la sotto l’acqua? E NO! Sarebbe stato troppo facile.
Può sembrare assurdo ma nonostante tutto ci siamo proprio divertiti anche perchè, andare allo sbaraglio con i fratelli di Club è sempre e comunque un grande piacere e soprattutto una grande soddisfazione.
E allora al diavolo la pioggia, anche se una volta arrivati a casa mi sono accorto che quello che credevo fossero le mie scarpe erano diventate…
un acquario!
Evviba
(RobiDue)
(foto vedi Gallery/Zingarata n.1.2019

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